Con la testa tra le vette

Devero, l’alpe senza tempo (in provincia di Verbania)

Devero

Si scrive ALPE DEVERO, ma si legge paradiso alpino. E io me lo ricordo, quando ero piccola e per raggiungere questo vasto alpeggio della Val D’Ossola non esisteva nemmeno la strada. Si lasciava la macchina nella località di Goglio, a 30 km da Domodossola, dopo aver superato il paesino di Crodo, che vanta lo stabilimento dove nel 1965 è nato il Crodino, uno degli aperitivi più conosciuti del nostro Paese. Quando ero bambina, cioè ormai 40 anni fa, esisteva solo un sentierino che si inerpicava per due ore fino a raggiungere quota 1631. L’alternativa era una minuscola funivia tutta rossa, solitamente utilizzata dagli operai dell’Enel, che faceva venire i brividi solo a guardarla. In servizio fino al 1985, oggi la vecchia stazione è stata trasformata in memoriale della Resistenza.

Foreste di larici, baite di pietra, cascatelle che ribollivano tra le rocce, tubi tozzi delle condotte forzate che portavano l’acqua alle centrali Enel giù in valle, capolavori dell’architettura industriale dei primi del ‘900. E all’improvviso la grande piana di origine glaciale dell’Alpe Devero si apriva davanti agli occhi, uno spazio di inimmaginabile bellezza incoronato dall’anfiteatro delle montagne tra Val Formazza e Veglia che sconfinano verso la Svizzera. Picchi da fa girare la testa agli alpinisti che partivano con scarponi e piccozze verso la punta della Rossa (2.888 metri) o il pizzo Cervandone (3.155 metri), a cui era dedicato un grande albergo, oggi vestigia fatiscente del secolo scorso.  

Dopo un periodo di relativo calo, il turismo da quelle parti ha ripreso quota, soprattutto grazie alla realizzazione della strada carrozzabile, che permette a tutti di raggiungere il grande parcheggio all’imbocco dell’alpe. Sì, perché al Devero si circola solo a piedi o con le ciaspole nella stagione invernale. L’unico traffico che incontrerete è quello delle mucche o di qualche sporadico mezzo di servizio che rifornisce baite e rifugi. Ah, dimenticavo, ci sono anche i gatti… quelli delle nevi che in inverno battono la lunga pista che si srotola dal dorso del monte Cazzola; un must anche per gli snowboarder e per gli amanti dello slalom in neve fresca.

Dal 1995 il Devero è un’area naturale protetta: il parco naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero. Il Devero è per tutte le stagioni e per tutti i gusti. In estate è il luogo ideale per le famiglie, grazie ad ampi sentieri che, con brevi passeggiate, conducono a laghi – il più grande, proprio al centro della valle, è l’artificiale lago di Devero – e chalet che offrono merende succulente a base di yoghurt e mirtilli. Chi preferisce le grandi mangiate alle grandi camminate non può perdersi la località di Crampiolo, con agriturismi pronti a soddisfare i palati più fini per concludere la giornata rilassandosi sulle sdraio. Chi, al contrario, si porta il panino da casa e vuole conquistare altezze e panorami mozzafiato con zaino e determinazione, non avrà che l’imbarazzo delle scelta. Dai laghi del Sangiatto al remoto e impegnativo giro della valle Deserta, dal bivacco Combi e Lanza al periplo del lago Devero, fino ai trekking che sconfinano nella valli svizzere. Basterà procurarsi una cartina o consultare il web.

Un consiglio tra i tanti? La mitica traversata Devero–Veglia, attraverso la Scatta D’Orogna (2.457metri), ci si mette circa 5/6 ore ed è possibile effettuarla solo in estate, lasciando la propria auto e utilizzando il servizio navetta che al termine del trekking vi ricondurrà al punto di partenza.

In inverno l’Alpe Devero è frequentata soprattutto dagli amanti dello scialpinismo e delle grandi distese selvagge e silenziose, dove si ritrova il contatto più diretto con la natura. Molti rifugi restano aperti tutto l’anno e offrono servizio di noleggio ciaspole, con le quali si possono compiere itinerari di vari livelli, dai più semplici a quello che richiedono una buona preparazione. In inverno è sempre consigliato informarsi sulle condizioni della neve e sull’apertura della strada.

NOTE PRATICHE

Il sito ufficiale dell’Alpe, con informazioni relative ai sentieri, al pernottamento, a come arrivare, è: http://www.alpedevero.it/

*** Dove dormire ***

Il pernottamento è a misura di ogni tasca. Dalle baite deluxe ai rifugi alpini, alcuni convenzionati CAI, l’elenco della attività ricettive è lungo. Sul web troverete il sito ufficiale del parco con tutte le indicazioni.

*** Come arrivare ***

Situata al confine con la Svizzera, nell’estremo nord della provincia del Verbano Cusio Ossola (CV), l’Alpe Devero è raggiungibile in auto e con i mezzi pubblici. In auto si prende l’autostrada A26 Voltri-Gravellona Toce, uscita Gravellona, per poi proseguire sulla statale 36 del Sempione. Oltre Domodossola si segue per Crodo e Baceno e poi Devero. L’auto va lasciata nel parcheggio a pagamento all’ingresso della valle. Con i mezzi pubblici è possibile raggiungere Domodossola in treno e da lì prendere un autobus per Baceno (Autolinee Comazzi, www.comazzibus.com/), da dove è attivo il servizio Prontobus (Tel. 333 327 17 95 STV trasporti).

*** Gastronomia locale ***

I prodotti tipici dell’alpe sono i formaggi: il caprino ossolano, il Cistellino, il pregiato Bettelmatt (aromatizzato con erbe di montagna). Se arrivate con un mezzo privato non mancate di visitare la latteria di Crodo che offre prodotti tipici a chilometro zero: dal latte dei pascoli, ai numerosi formaggi di produzione locale. Un po’ ovunque potete anche trovare altre delizie della gastronomia ossolana. Le mie due preferite? Il pane ossolano, con uvetta e noci, e gli gnocchi di castagne.

Vi rivelo un altro piccolo segreto? Con una piccola deviazione sulla strada verso la Val Formazza, troverete le terme di Premia, l’ideale per una pausa di benessere dopo la vostra visita ai monti.

 

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