Svezia on the road

Tre settimane sospese tra cielo e mare

Idee per un viaggio on the road in Svezia. Perché abbiamo deciso di andare in Svezia via terra? Il motivo principale è stata la voglia di vivere la natura con un’immersione profonda. In Svezia si può campeggiare open air nei parchi nazionali, lungo le spiagge e di fronte alle scogliere delle coste: lo fanno in tanti, sempre con grande cura per l’ambiente e per chi lo abita. C’è chi lo fa in camper e chi in furgone: noi abbiamo fatto una scelta piccola ma funzionale, camperizzando un kangoo di modo da farlo diventare una casa con le ruote. Questo ci ha permesso sia di risparmiare, perché il costo della vita nei Paesi del Nord è parecchio più elevato che da noi, sia di goderci panorami e paesaggi vivendoci dentro.
Da notare: il viaggio dall’Italia è stata la parte più costosa dell’avventura, e questo nonostante le autostrade in Germania, in Danimarca e in Svezia non si paghino. D’altronde, i chilometri sono davvero tanti…
Per arrivare in Svezia ci sono due possibilità: passare dalla Danimarca oppure imbarcarsi nel nord della Germania. Entrambe sono interessanti, il costo è simile. Se si passa dalla Danimarca si devono pagare i due lunghi ponti (Storebaelt e Oresund), però organizzandosi per tempo si possono comprare dei pass che permettono di risparmiare qualcosa (**scriveteci se volete info!**). Sono ponti bellissimi e ventosi, una vera introduzione ai mari del nord. Se invece ci si imbarca in Germania ci sono varie compagnie e vari porti di partenza e di attracco: il costo della traversata è analogo ai pedaggi dei ponti, però se si prenota con anticipo si possono trovare offerte interessanti (cioè, interessanti per il Nord, dove di economico c’è poco).
Una volta arrivati, è possibile fare un intero viaggio senza mai pagare da dormire, usufruendo delle aree di pernottamento consentito, gratuite, sparpagliate nel Paese. Alcune belle, altre spartane, altre ancora assolutamente indimenticabili. Tutte tranquille e sicure. Questo è stato magnifico in Svezia: avere a disposizione luoghi per dormire nella natura, dove tutti quelli che si fermano rispettano l’ambiente e la comunità che abita nei dintorni. Abbiamo campeggiato di fronte a laghi, nelle foreste, nei pressi delle spiagge, di fianco a mulini a vento. Naturalmente nelle grandi città le cose sono più complicate: i parcheggi sono a pagamento e in molti non è consentito passare la notte. La scleta più facile ed economica è allontnarsi e  andare in città con i mezzi pubblici: noi abbiamo fatto così a Stoccolma, che ha una rete di trasporti pubblici impeccabili, e non abbiamo avuto nessun problema.
Le foto seguenti sono state scattate nelle isole della costa sud-occidentale, la regione del Bohuslän.

Come abbiamo organizzato il viaggio. Anche se “organizzato” è la parola sbagliata: come lo abbiamo immaginato, prima, e come lo abbiamo poi vissuto. L’idea era stare nella natura in luoghi liberi, senza niente di strutturato. Per un viaggio del genere occorre avere una dotazione (sacco a pelo e tenda, fornelli e utensili), una scorta di cibo e spesso anche di acqua potabile e un po’ di spirito di adattamento. Lassù la natura è così ammaliante che può capitare di dirsi: resto qui mezza giornata e poi i giorni diventano tre o quattro. Meglio avere scorte di cibo e di acqua, quindi, così si possono allungare le giornate a piacimento.
Una nota: mangiate il pesce, è buono da impazzire! Nelle cittadine di mare ci sono sempre negozi o chioschi che vendono salmone freschissimo, aringhe del baltico e gamberoni. Altro piatto imprescindibile sono le famose kotbullar, cioè le polpette: chi è stato all’Ikea le conosce, si trovano dappertutto, sono buone ed economiche.
Un’altra nota: come scegliere dove fermarsi. Nei tantissimi parchi nazionali ci sono aree dove è consentito pernottare, con il furgone o con la tenda, di solito sono accompagnate da qualche struttura: un bagno, il posto dove fare il fuoco e il barbecue. Sono tenute benissimo sia da chi ci lavora sia da chi le visita: la Svezia è una grande lezione di rispetto. Ci sono poi alcune app che mappano i luoghi dove ci si può fermare per la notte: sono utilissime per la “vita di strada”. Noi abbiamo utilizzato Park for night e lo consigliamo, è ben dettagliato e completo.
Le foto seguenti sono state scattate nella parte centrale del Paese: nella regione del Dalsland  e nel parco di Tiveden.

Intermezzo: le cassette postali. In Svezia le buche delle lettere sono spesso dipinte a mano oppure sono decorate con oggetti divertenti o bizzarri: ne abbiamo trovate con attaccate scarpe o occhiali da sole, con scritte e pennellate, tra l’artistico e il ridicolo. Che sia per far risparmiare strada al postino (vista la passione degli svedesi per abitare tra isolati tra i boschi o sugli scogli ci sta) o che sia per non essere disturbati da rumori nei pressi di casa (e anche questo ci sta, visto il loro stile di vita), si usa fare file di cassette che vengono collocate vicino alla strada.

Perchè rosso? Rosso Falun: si chiama così il colore di molte case di legno. Abbiamo fantasticato sul perché di quel rosso: forse serve per rendere riconoscibili le abitazioni nel lungo buio dell’inverno del Nord? No, il motivo è un altro. Il legno deve essere verniciato per essere protetto dalle intemperie: sin dal Medioevo, la vernice si otteneva mescolando olio di lino con un minerale ferroso di colore rosso, che era disponibile in grande quantità perché era un sottoprodotto dell’estrazione del rame, di cui c’erano lassù parecchie miniere. Tra le cave, quelle di Falun (nella Svezia centrale) era una delle più grandi – per un secolo fu la più grande del mondo –: molto del rosso che tinteggia le pareti nordiche veniva da lì. Col passare del tempo la tonalità ha preso il nome dal luogo: “rosso Falun” indica quel color mattone scuro.

Benvenuti a Stoccolma! Città di musei, biciclette, parchi, caffè, negozi, gente di ogni stile e colore. E barche in cui gli abitanti vivono e si divertono (anche i turisti eh! Ci sono le barche-ostello e le barche-bar, tanto per dire). Di Stoccolma c’è molto da dire e da scoprire: in questa narrazione abbiamo scelto l’angolatura dell’acqua, perché è un elemento che ci sentiamo particolarmente vicino. E, anche, perché l’acqua fa parte della vita di questa città: c’è chi va a lavorare in bici e poi torna alla casa galleggiante legando le due ruote sulla passerella, chi ha riempito di fiori e rampicanti prua e poppa, chi ci ha messo lucine e candele. Sono barche vissute, hanno corde pesanti di sale e oblò contornati di ruggine, argani pesanti e scialuppe stinte. Un consiglio: Stoccolma è bellissima da scoprire dall’acqua. Non occorre noleggiarne una (beh poi se potete permettervelo fatelo!): il sistema di battelli pubblici è efficiente e permette di fare delle belle gite ed escursioni nei luoghi della città e pure più in là tra le isole dell’arcipelago.

In estate il sole tramonta tardi, la luce ha una consistenza che da noi non esiste e la natura viene accudita di modo da essere prospera e profumata. A luglio e agosto ci si trova circondati di fiori: le case hanno balconi e giardini fioriti, i parchi pubblici sono un vero tripudio di gialli, rosa, viola, arancio. L’estate al nord è una ricarica di colori. I fiori di questa sequenza sono quelli del giardino botanico della cittadina di Lund (Svezia meridionale).

Ultima tappa prima di tornare a casa: Oland. Oland è un’isola situata nella parte sud-orientale della Svezia. È lunga e stretta ed è costellata di mulini a vento di legno, ormai in disuso: ce ne sono così tanti che pare di attraversare i paesaggi di Don Chisciotte. La parte settentrionale è selvatica e poco abitata, ci sono foreste in cui i funghi hanno il sapore del mare e l’erica cresce di fianco al muschio. Ci sono spiagge lunghissime, dune di sabbia e meduse (che però non pungono, parola!). C’è anche una minuscola ferrovia che sbuca imprevista tra gli alberi. La parte meridionale, invece, è agricola:  cascine con i tetti di paglia, campi di zucche e patate, i chioschi a bordo strada che vendono uova e mirtilli. E piccoli porti di pescatori. Ottenby, nell’estremo sud, è un piccolo colpo al cuore: ci sono il faro e una riserva ornitologica  zeppa di uccelli. Ottenby è un luogo di sosta per uccelli migratori, cosa che la rende un luogo speciale per gli amanti del birdwatching.

condividi
condividi
condividi
condividi
Torna su