Le piroghe del Senegal

Kayar e Saint Louis (Senegal)

Le piroghe del Senegal sono arte e colore. Sono fantasie di giallo, azzurro, verde, nero e rosso. Colori che formano composizioni astratte, geometrie che si intersecano, sagome che paiono punte di frecce. Alcune hanno le fiancate dipinte con fiori, stelle e uccellini; ci sono cuori, scritte e cerchi che paiono occhi. Qua e là spuntano dei ritratti e delle lettere, forse l’iniziale del proprietario; molte hanno bandiera nazionale sulla punta: giallo, verde e rosso. Il Senegal è il Paese dei colori: quelli dei tessuti delle donne, così belle che paiono tutte regine; delle piramidi di frutta e di verdura sui banchi dei mercati e delle collane di pasta di vetro dipinte.
Le barche senegalesi sono interamente decorate. Nemmeno un centimetro è vuoto. Le piroghe sono tutte dipinte a mano. Quando il vento e il salmastro le sbiadiscono i proprietari le fanno ritinteggiare: perché la barca è come una casa e come tale è amata; perché i colori mettono allegria e in Senegal sono parte portante della cultura; perché così le si vede anche quando sono lontane.
Le piroghe di legno sono lunghe e strette come lance, quando vanno per mare i pescatori stanno seduti uno appresso all’altro su panchette anch’esse di legno, spesso con un cappellino in testa e stivaloni di gomma ai piedi. Ogni giorno le piroghe scivolano in acqua: prendono il mare cariche di uomini e di reti e a volte quasi le si perde tra la schiuma delle onde e la foschia della calura sul filo dell’orizzonte. Finché tornano verso la spiaggia, con in testa un’aureola di gabbiani che ronzano pronti a fare un’abbuffata di pesce fresco. Nel tempo in cui non sono in mare, le file di imbarcazioni affollano le spiagge, così vicine le une alle altre che i ragazzini giocano saltando di poppa in poppa.

Prima che i marinai rientrino, in spiaggia arrivano le donne: si siedono su bidoni rovesciati o su secchi di plastica e aspettano. Aspettano gli uomini e i pesci. Toccherà a loro portare il pescato al mercato. Capita, anche, che ci siano carretti a due ruote tirati da cavalli: sui carretti ci sono contenitori di polistirolo con dentro ghiaccio per trasportare il pescato ai villaggi vicini o in città. In alcuni luoghi, il pesce finisce direttamente in grandi container frigoriferi che vengono spediti lontano, pure in Corea. Capita che il mercato sia sulla spiaggia o poco più in là: mentre le donne allineano i pesci arrivano i compratori, c’è sempre un tavolo con un rubinetto per pulirli, per terra si forma un’inevitabile poltiglia mentre i gatti cercano qualche lisca da spolpare. A volte, nei pressi del mercato ci sono anche baracchini dove grigliare e panche dove sedersi: chi vuole compra, pulisce, cucina e poi mangia davanti all’Oceano Atlantico. Perché i senegalesi adorano mangiare all’aperto, con gli amici e la famiglia, raccontando storie, facendo musica e scherzando: a guardarli pare che sia sempre un giorno di festa.

NOTE PRATICHE

*** VISTO ***
Gli italiani che si recano in Senegal per un periodo massimo di 90 giorni non hanno bisogno del visto: è sufficiente il passaporto con una validità di sei mesi.
*** DOVE ***
Affacciato sull’Oceano Atlantico, il Senegal ha un mare molto pescoso; lungo le sue spiagge si susseguono villaggi di pescatori e piroghe pronte a prendere il mare. Segnalo due luoghi particolarmente animati e colorati per quanto riguarda la pesca: Kayar e Saint Louis. Kayar è una cittadina a circa 60 km dalla capitale Dakar; Saint Louis invece è a nord, a circa 4 ore di auto da Dakar: vale sicuramente la pena visitarla per la sua architettura coloniale e per l’ambiente naturale che la circonda.
*** COME ***
Spostarsi in Senegal: un’esperienza di quelle che non si dimenticano, qualsiasi mezzo decidiate di utilizzare. Sicuramente l’opzione più comoda è noleggiare un’auto, se non siete esperti di caos e ingorghi madornali consiglio vivamente di noleggiare una vettura con conducente. Se invece volete utilizzare i mezzi pubblici, potete raggiungere entrambe le località da Dakar sia in autobus sia con i più veloci “sept places”, che partono quando sono pieni e che si trovano nella stessa stazione dei pullman. Siate pronti agli imprevisti: sono parte stessa di un viaggio in Senegal!
*** DORMIRE E MANGIARE ***
A Saint Louis si trovano alloggi e ristoranti di varie fasce di prezzo e di comfort; Kayar invece non dispone di strutture ricettive di buon livello: è consigliabile raggiungerla in giornata da Dakar o dal Lago Rosa. Un luogo simpatico, allegro e alla mano in cui soggiornare direttamente affacciato sul mare è l’albergo familiare Begue Pokai.

***ANDEM IN SENEGAL***
Turismo solidale con l’associazione Sunugal. Un viaggio alla scoperta del Senegal con una guida senegalese che vive in Italia da oltre 20 anni.

*** CLIMA ***
Il Senegal ha un clima tropicale e caldo tutto l’anno. Si alternano due stagioni: quella secca e quella delle piogge. Consiglio di visitare il Paese nella stagione secca, che va da novembre a maggio/giugno.

IL MIO CONSIGLIO

Qualunque spiaggia o villaggio di pescatori sceglierete, passateci un’intera giornata. Arrivate quando è ancora buio e...
...rimanete fino al tramonto: con l’avvicendarsi delle ore vedrete la spiaggia cambiare, i pescatori che partono, i ragazzini che fanno da vedette, le donne e i carretti che vanno e vengono, i venditori di arachidi e quelli di panini e, sul far della sera, gli uomini che rattoppano le reti.
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